A partire da ottobre la Provincia di Milano imporrà un aumento secco di tre punti e mezzo percentuali sull’aliquota della Rc auto. E’ la prima conseguenza diretta dei decreti sul federalismo fiscale appena approvati e immediatamente applicati. Per un’automobile di media cilindrata si tratta di una cifra compresa tra i 12 e i 18 euro in più all’anno.

Quella che tutti iniziano a chiamare “stangatina” per l’ultimo trimestre di quest’anno garantirà alle casse di Palazzo Isimbardi ben 8 milioni di euro, che significa nell’arco di un anno toccare quota 32 milioni. Denaro che servirà per la realizzazione degli asili nido, per i finanziamenti agli enti di assistenza e, capitolo più corposo, per rifare le strade.

È la prima volta da molti anni che a Milano un’amministrazione di centrodestrasi ritrova costretta ad  aumentare le tasse locali: Il Presidente della Provincia Guido Podestà parla di “Un piccolo sacrificio necessario”, arrivando a elencare tutti i risparmi da lui avviati negli ultimi anni: auto blu tagliate, rinuncia a Expo e dismissione del patrimonio immobiliare di proprietà dell’ente:

«Ci rendiamo perfettamente conto che anche un piccolo importo in un periodo di crisi come questo possa essere un sacrificio. Ma non c’erano altre strade per garantire i servizi erogati».

Ad ogni modo è solo l’inizio. L’anno prossimo, uinfatti, ci sarà da sopperire allo stop all’addizionale sull’energia elettrica. Sono in molti a temere che a pagare saranno ancoragli automobilisti con l’aumento dell’imposta provinciale di trascrizione.