Le agenzie di rating sembrano fare il bello e il cattivo tempo dei mercati finanziari. L’ultimo colpo all’Italia è il downgrade deciso da Moody’s che ha colpito oltre cento istituti di credito in Europa, beccando anche lo Stivale. Qualcosa però, nelle loro valutazioni, non funziona a dovere. Il sospetto principale all’indirizzo delle agenzie di rating, riguarda la tempistica delle comunicazioni di downgrade. In pratica sembra che lo facciamo apposta a rendere pubblici i risultati delle analisi finanziarie, proprio nel momento in cui un certo paese o una certa azienda se la passano male, fungendo da colpo di grazia.

Per questo esiste anche un’inchiesta capitanata dalla procura di Trani. Il fatto è che con le loro note, le agenzie di rating riescono a colpire a fondo e provocano dei contraccolpi importanti sui mercati dei paesi e dell’area di riferimento.

Un’analisi più approfondita, però, dimostra che le agenzie in questione sono poco lungimiranti e quindi alcune loro mancanze ne minano alla base la credibilità.

Dare un giudizio negativo sul debito sovrano è cosa ben diversa dal prevedere una crisi del debito sovrano. E arriviamo al punto, ben spiegato in un articolo di Wall Street Italia: le agenzie di rating devono essere bocciate perché non sono in grado di prevedere le crisi, siano esse finanziarie, valutarie o del debito.