Piazza Affari in forte calo ieri dopo una giornata segnata da alti e bassi. A scatenare le vendite i timori legati ad un possibile nuovo taglio del rating dell’Italia da parte di Moody’s: una decisione sulla quale peserebbe soprattutto l’incertezza politica, e la conseguente mancata nascita del nuovo governo, e per ora non confermata dall’agenzia di rating Usa.
Trascinato giù dalla forte pressione subita dai titoli bancari, il Ftse Mib ha chiuso in calo del 2,50%. In lieve flessione anche le altre piazze europee, nonostante l’intesa sul salvataggio di Cipro. Lo spread Btp Bund,stabile sui 313 punti base dopo l’intesa sul salvataggio di Cipro, a seguito delle voci del possibile taglio del rating italiano ha superato quota 320.

Le voci e l’orientamento dell’agenzia. Moody’s, che attualmente ha un giudizio Baa2 sul debito italiano, solo due livelli al di sopra di quello spazzatura (“junk”), sembrerebbe intenzionata ad abbassare il rating del debito sovrano italiano già nei prossimi giorni.
In realtà, già lo scorso 27 febbraio l’agenzia aveva emesso un report in cui rimarcava come il risultato delle elezioni politiche italiane avesse disegnato un quadro di enorme incertezza sul governo del Paese, minando seriamente il giudizio sul debito e spianando così la strada ad nuovo inevitabile downgrade. Moody’s, ancora, sosteneva che la situazione creatasi dopo la consultazione degli elettori italiani lo scorso mese potrebbe condurre anche a nuove elezioni, con un’alta probabilità che nemmeno queste riescano a dare un esecutivo al Paese in modo che esso prosegua sulla via delle riforme e della riduzione del debito pubblico.