L’agenzia di rating Moody’s “promuove” gli sforzi italiani e stima una crescita del Paese tra lo 0 e l’1% nel 2014 e nel 2015.
Percentuali di fatto poco rassicuranti su una reale uscita dalla crisi, ma di segno positivo: un orizzonte per nulla scontato, visto che per quest’anno la stessa agenzia di rating Usa prevede un calo del Pil italiano tra il 2% e l’1%.
Resta allarmante però il dato sulla disoccupazione, che per Moody’s nel 2014 si muoverà tra il 12% e il 13%.

“L’Italia dovrebbe ritornare a una crescita positiva nel 2014”, si legge nel Global macro Outlook 2013-2015 di Moody’s.
L’agenzia di rating stima un calo del Prodotto interno lordo tra il 2% e l’1% nel 2013 e un’inversione di tendenza tra lo zero e l’1% nel 2014 e nel 2015.
Permangono però grosse criticità sul versante lavoro: la disoccupazione, si legge nell’outlook, nel prossimo anno stazionerà nell’orbita compresa tra il 12% e il 13%.
Il prossimo anno, tuttavia, scrivono ancora gli analisti di Moody’s, “per la prima volta dal 2010 tutti i Paesi del G20 potrebbero registrare un rialzo del Pil”.

Moody’s analizza anche la crisi dell’Eurozona, sottolineando il rischio di un’aggravarsi della stessa “se si allentassero i programmi di austerità” intrapresi.
In Italia e Grecia, in particolare, scrive l’agenzia di rating, ci sono inoltre rischi “non trascurabili” che crescano “i partiti anti-euro, con un programma di uscita dalla moneta unica”: la possibilità che uno Stato membro esca dalla moneta unica, ricorda Moody’s, è di “una su tre”.