La crescita potenziale dell’Italia resta debole, anche se il Paese ha fatto “progressi sostanziali”.
È quanto si legge nella nota che Fitch ha fatto girare nel week end appena trascorso.
Per l’agenzia di rating statunitense “l’Italia ha fatto passi avanti fondamentali sul fronte del risanamento dei conti”, ma “la crescita potenziale resta debole rispetto ai Paesi con lo stesso rating e al resto dell’Eurozona”.
Fitch ha poi aggiunto che “la recessione, iniziata in Italia nel terzo trimestre 2011, probabilmente finirà nella seconda metà del 2013, dopo una contrazione complessiva di oltre il 4%”, confermando il rating del Belpaese a BBB+ e l’outlook negativo.
Per l’agenzia Usa, tuttavia, il clima di instabilità politica che sta respirando il Paese potrebbe anche minare la tenuta dell’attuale giudizio: “una nuova ondata di instabilità politica in Italia, – si legge nel comunicato – scaturente in una paralisi delle politiche economiche e di bilancio, potrebbe portare ad un taglio del rating sovrano”.

L’allarme dell’agenzia di rating circa un potenziale taglio del rating sovrano dell’Italia arriva dopo circa dieci giorni da quello lanciato per gli Stati Uniti.
A metà ottobre, infatti, Fitch scriveva che il rating AAA degli Usa, grazie ad una politica troppo lenta nell’aumentare il tetto del debito pubblico e quindi capace di tenere in ostaggio l’intero Paese, potrebbe essere rivisto.
Gli Stati Uniti, dunque, potrebbero perdere la tripla A anche con Fitch, dopo che nel 2011 era toccato a Standard & Poor’s dare il primo taglio della storia al rating sovrano statunitense.

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