La notizia è arrivata venerdì sera: Londra ha perso la tripla A e il taglio sembra bocciare drasticamente le politiche di risanamento annunciate dal premier Cameron già al suo insediamento nel 2010.
A declassare il merito di credito britannico è stata Moody’s Investors Service: l’agenzia di rating ha portato il giudizio da “Aaa” ad “Aa1” con outlook stabile.
Moody’s ha spiegato la decisione con le deboli prospettive di crescita economica nel medio termine dell’economia Uk. “Nei prossimi anni la crescita continuerà a mostrarsi debole – ha specificato l’agenzia – con ripercussioni sul programma di risanamento dei conti pubblici che si protrarrà anche nella prossima legislatura”.
Per l’esecutivo britannico, spiazzato dalla notizia, la decisione è arrivata “troppo presto”: il premier David Cameron dal suo insediamento nel 2010 aveva posto come obiettivo primario il risanamento dei conti pubblici con l’obiettivo di terminarlo entro la legislatura, vale a dire il 2015.
Come riportato dal Sun, il cancelliere George Osborne ha detto che la decisione di Moody’s non cambia la situazione, con l’esecutivo intenzionato a rispettare il suo cammino per ridurre il debito della Gran Bretagna. Di tutt’altro avviso i laburisti, all’opposizione, che hanno subito chiesto nuovamente a gran voce un cambio di politica con più riguardo alla crescita rispetto alla riduzione del deficit.
Dalle ultime stime della Commissione europea, il deficit della Gran Bretagna quest’anno dovrebbe salire al 7,4% del Pil rispetto al 6,3% del 2012, con il debito al 95% del Pil alla fine di quest’anno.