Nel primo semestre del 2012 le imprese italiane hanno avuto bisogno di meno personale. Rallenta dunque la domanda di lavoro nella prima parte del 2012. Le indicazioni in merito sono state fornite dal Centro studi di Confindustria. 

Dal Centro studi di viale dell’Astronomia arriva un segnale preoccupante: la domanda di lavoro va avanti a piccolissimi passi, anzi sembra quasi ferma se si paragonano i dati del 2012 con quelli registrati nello stesso periodo dell’anno scorso.

Confindustria, per elaborare i dati ha indagato nelle imprese associate, nel periodo antecedente all’approvazione della riforma del Lavoro che ha siglato il Ministro Fornero.

Adesso cerchiamo di riepilogare nel dettaglio i numeri di questa “crisi”. Nel periodo compreso tra febbraio ed aprile del 2012, è diminuito il numero di aziende che prevedevano un incremento dell’occupazione. Si è passati al 17,9% a partire dal 22,6% del 2011.

Parallelamente è aumentato il numero di aziende che pensavano che l’occupazione diminuisse. Erano l’11 per cento delle aziende nel 2011 e nel 2012 sono addirittura l’11,4%.

Chiaramente le imprese non hanno nessuna intenzione di arrestare la produzione, magari rallentare ma interrompere proprio no e infatti sempre più imprese iscritte a Confindustria fanno ricorso a dei contratti a termine. Sono il 59,2% degli intervistati.

In aumento, comunque, anche le imprese che intendevano licenziare parte del personale riorganizzando la produzione. Si parla del 41% delle imprese, mentre nel 2011 era il 32,5%.