Anche Twitter sarà sul Nasdaq.
Con un messaggio la scorsa settimana il social network ha fatto sapere di aver dato inizio alla procedura riservata per il collocamento in Borsa.
Dopo sette anni di vita Twitter cerca di approfittare del buon momento dei mercati finanziari Usa per seguire l’esempio di Facebook e Linkedin e lo comunica tramite un tweet. Il social, secondo una stima di massima, dovrebbe valere circa 10 miliardi di dollari.

Dopo la quotazione di Facebook e di Linkedin sembrava cosa ovvia anche quella di Twitter, ma la crisi e il pessimo esordio degli altri due social network, i cui titoli oggi sembrano andare a gonfie vele, ne avevano decretato il continuo rinvio.
“Questo tweet non costituisce una sollecitazione d’investimento, né un prospetto di offerta di titoli”, hanno aggiunto i legali al messaggio online con il quale la società ha reso noto di aver avviato le procedure per l’Ipo: una frase di circostanza che tuttavia va ad integrare un comunicato che confermerebbe che i documenti sono già nelle mani dei funzionari della Securities and Exchange Commission (Sec), la Consob Usa, e delle banche consulenti.
Banche che dovranno stimare il valore della società, che lo scorso gennaio, cioè quando una quota delle sue azioni è stata acquisita dal colosso di private equity BlackRock, è stato stimato in 10 miliardi di dollari. Una cifra puramente indicativa oggi, poiché BlackRock nell’occasione ha comprato azioni dai dipendenti del social e la stima è stata fatta dunque nell’ambito di una transazione privata.
L’azienda, simbolo della New Economy di marca Silicon Valley, ha circa 900 dipendenti tra il quartier generale di San Francisco e altri uffici a New York, Boston e San Antonio e nelle ultime stime ufficiali, risalenti al 2010, avrebbe fatturato circa 140 milioni di dollari: un dato che quest’anno sarebbe arrivato a 583 milioni, quattro volte i risultati di tre anni fa.
Cifre che, se confermate dal lavoro degli analisti incaricati, farebbero credere ad un valore di Twitter ancora più alto di quello indicato nell’occasione della transazione privata di gennaio.