Dove sta andando l’oro? Dopo lo scoppio della grande crisi finanziaria c’è stato il grande boom, perché tanti cercavano nel metallo giallo il mezzo per mettere in salvo i propri risparmi. Oggi il quadro è cambiato, visto che la domanda è formata soprattutto da persone che comprano oro per diversificare i propri investimenti.
Vista la contrazione della domanda e la sostanziale rigidità dell’offerta che riguarda questo metallo, si può spiegare così la grande corsa del bene rifugio per eccellenza, che dopo aver raggiunto un picco di 1900 dollari l’oncia nell’estate del 2011 ha subito una robusta correzione a cui è seguito un parziale recupero negli ultimi due mesi.

Il risultato è una quotazione che si attesta poco sopra i 1.350 dollari l’oncia. Cosa ci riserverà il futuro? Secondo un autorevole economista come Nouriel Roubini il prezzo del metallo giallo dovrebbe attestarsi sui mille dollari, ovvero quell’ordine di grandezza che l’oro aveva prima dello scoppio della grande crisi, quando le quotazioni si attestavano in un range tra gli 840 ed i 1.100 dollari per oncia.

Arrivare ad esprimere un target di prezzo è un’operazione a rischio di brutte figure. Basta ricordare che lo scorso dicembre una flotta di esperti e banche avevano pronosticato lo sfondamento di quota 2000 per il prezzo dell’oro – e qualcuno si era spinto fino ad immaginare un oro a 2.500 dollari l’oncia. L’impressione è che le quotazioni difficilmente potranno crescere nei prossimi anni visto che si prevede un rialzo del biglietto verde e all’orizzonte non si vede un aumento del tasso di inflazione.

Un altro aspetto da considerare è il pronosticato aumento dei tassi d’interesse della Federal Reserve. Se la Fed farà quello che il mercato si aspetta, con ogni probabilità l’oro scenderà ancora. Se invece l’aspettativa non si concretizzerà e i tassi americani resteranno a zero come ora, l’oro tornerà a salire.

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