Che le azioni Facebook siano state un flop è evidente dai risultati ottenuti dal social network blu nella prima settimana di contrattazioni. Ma cosa è successo all’azienda più attesa da Wall Street? Cerchiamo di approfondire le ragioni della débacle. 

Gli investitori, che cautamente osservano la preparazione all’Ipo e i primi momenti in borsa, avevano sconsigliato di acquistare subito le azioni di Facebook, probabilmente intuendo la volatilità del titolo.

Venerdì 18 maggio, dunque, Facebook debutta in borsa con una delle IPO più grandi della storia e con azioni che singolarmente costano 38 dollari. Dopo l’entusiasmo del debutto che ha fatto crescere il valore dei titoli fino a 42 dollari, è iniziato il declino.

Le ragioni del crollo, dicono gli analisti, sono da ricondurre alla mancanza di chiarezza che ha contraddistinto l’ingresso di Zuckerberg nel mondo della finanza, anche con una serie di fraintendimenti degli ordini e di ritardi nelle comunicazioni.

Gli analisti finanziari che hanno trasmetto ai sottoscrittori, quindi agli intermediari, le notizie sulla solidità dell’azienda Facebook, hanno un po’ sovrastimato questa realtà dell’industria digitale e quindi hanno previsto erroneamente un debutto esplosivo.

In genere poi queste previsioni non sono pubbliche ma qualche intermediario sembra abbia spifferato ai giornali qualche indiscrezione finita nelle mani dei piccolo investitori. Da questo garbuglio è emerso il flop.