3,4 miliardi di euro di impatto economico complessivo, 3,6 milioni di utenti nel 2015 e un risparmio energetico pari al consumo annuo di 51,5 milioni di case: sono questi i numeri più rilevanti contenuti nella relazione “Fattore sharing: l’impatto economico di Airbnb in Italia” presentata mercoledì 11 maggio dalla stessa piattaforma californiana di homesharing.

I numeri

L’anno scorso ben 3,6 milioni di persone hanno scelto di visitare l’Italia alloggiando in una delle circa 83mila strutture presenti su Airbnb. In media, ogni host ha ospitato turisti per 26 notti all’anno, guadagnando in media 2300 euro all’anno mentre ogni turista è stato accolto nelle case altrui per 3,6 giorni di media, contro i 3 degli hotel classici. Il 73% degli annunci era relativo all’intero appartamento/casa, il 26% a una stanza privata e solo l’1% a una stanza condivisa. Le regioni italiane più sfruttate dai viaggiatori con Airbnb sono state Lombardia, Toscana e Lazio, ognuna con oltre mezzo milione di ospiti.

Ospiti e host

L’ospite medio è un europeo in vacanze che viaggia in compagnia di almeno un’altra persona. Molto poco sorprendentemente, la stragrande maggioranza degli ospiti ha dichiarato di viaggiare per motivi di svago (92%), ma ci sono anche persone che utilizzano Airbnb quando si spostano per lavoro (4%) o per visitare amici e parenti (3%). Oltre due terzi degli ospiti provengono dall’Europa (17% Italia, 14% Francia, 7% Regno Unito), ma quasi il 20% arriva dal Nordamerica. Meno frequenti i visitatori da Asia (6%), Sudamerica (3%) e Africa (1%).

Per quanto riguarda gli host, i dati suggeriscono che ad affittare casa sono soprattutto le donne (53%), che molto spesso vivono in un nucleo familiare (73%), di età non giovanissima (il 31% è over50) e, quasi nella metà dei casi, il loro reddito è inferiore alla media nazionale di 22,200 euro all’anno.

Economia

Secondo il rapporto di Airbnb, la piattaforma ha consentito di generare un impatto economico rilevante, pari a 3,4 miliardi di euro, di cui 2,13 miliardi spesi nelle attività commerciali locali, come bar e ristoranti. Inoltre, ha supportato quasi 100mila posti di lavoro, permesso un risparmio energetico pari al consumo medio di 51,1 milioni di case, ridotto la produzione di rifiuti di 7300 tonnellate e le emissioni di gas serra di un quantitativo pari a 147,4 milioni di automobili.

Le città

A livello nazionale, i 3700 host fiorentini sono quelli che hanno guadagnato di più nel 2015: 6300 euro a testa in media, grazie a un afflusso di 364mila turisti, per una media di 3,2 notti a testa, e a prezzi evidentemente più alti. A Roma, per esempio, sono arrivati oltre il doppio dei turisti (758mila) e vi hanno trascorso 3,7 notti a testa, ma i 9900 host romani hanno guadagnato in media solo 5500 euro. E’ andata ancora peggio a Milano, dove i 9600 host hanno ricavato dai 456mila ospiti solo 2700 euro a testa.