Le pensioni, lo sanno tutti, dopo la riforma Fornero, sono destinate a ridursi. E ora abbiamo un’idea di quanto, grazie ai conti della  Ragioneria dello Stato – che sono stati riportati anche dalla rivista Panorama. I più colpiti dalla riforma saranno i lavoratori autonomi. La pensione in futuro non dovrebbe superare il 50-60% della loro ultima retribuzione.

Per i lavoratori autonomi si parla del 51% dello stipendio lordo – che sale al 75% di quello netto – se andrà in pensione nel 2020, mentre la percentuale lorda dovrebbe scendere al 47% – 68% a importi netti – se andrà in pensione dieci anni dopo. Per fare un confronto un lavoratore dipendente dovrebbe percepire il 69% della retribuzione lorda – e il 78% di quella netta – se andrà in pensione nel 2020, e il 63% lordo nel 2030.

La differenza è ancora più evidente se si paragona a chi è andato in pensione nel 2010: se era un dipendente avrebbe preso il 74% della retribuzione lorda, mentre l’autonomo avrebbe realizzato poco meno – il 73%. Facendo i conti tra sette anni chi andrà in pensione se autonomo perderà il 23% dell’assegno contro il 4% del dipendente rispetto a chi è andato in pensione nel 2010. In ogni caso un bagno di sangue…

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