Con il Quantitative Easing vengono acquistati 60 miliardi di euro al mese di titoli di Stato e di altri bond. L’acquisto di questi titoli, unito al fatto che per comprare questi titoli, la Banca centrale europea stamperà più moneta, avrà l’effetto di ridurre i tassi di interesse sui titoli di stato, così come degli altri tassi di interesse – compresi quelli dei mutui.

Visto che il costo del denaro è poco oltre lo zero da tempo – siamo allo 0,05% dal mese di settembre del 2014 – non dobbiamo aspettarci grandi variazioni grazie al Quantitative Easing né per l’Euribor, né per l’Eurirs – il primo vale per i mutui a tasso variabile, il secondo a tasso fisso. I risparmi potrebbero essere cospicui se queste riduzioni dei tassi saranno legati a tante surroghe del mutuo. Secondo le stime di Mutuionline, la surroga potrebbe portare a liberare risorse per 30-40 miliardi di euro. Basta farsi due conti: nel 2002 un mutuo a tasso fisso su un importo di 120.000 euro poteva costare il 6,45% all’anno di interessi, tasso che scendeva al 4,8% nel 2013, e che ancora oggi supera – in media – ancora il 3,5% – e non di poco.

I risparmi ci saranno anche nel caso di apertura di nuovi mutui. E se considerate che ci vorrà del tempo prima che i prezzi degli immobili ritornino a salire, questo sembra proprio il momento migliore per acquistare casa ad un prezzo sostenibile e con costi finanziari limitati. I costi finanziari scenderanno anche per altri tipi di prestiti, come i crediti personali o quelli al consumo. Costerà di meno andare in vacanza a credito, o comprare beni con le carte di credito revolving – o altre forme di finanziamento. Il conto in questo casi sarà comunque salato – i tassi delle carte di credito revolving non arriveranno al 25% come un paio di anni fa, ma comunque siamo intorno al 15%.