Il Quantitative Easing si sa, sta portando molta più liquidità nelle casse degli Stati. Attraverso la cura avviata dal governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, l’Europa sta coniando moneta che possa permettere di acquistare titoli di Stato, permettendo ai Paesi, in questo modo, di liberarsene. Un modo che dovrebbe essere sufficiente per cercare di migliorare la situazione dei debiti pubblici in cui molti Stati versano.

Il Quantitative Easing dovrebbe quindi essere in grado di portare beneficio prima di tutto alle casse degli Stati ma questo dovrebbe comportare, di conseguenza, una serie di benefici anche in favore di imprese e piccoli risparmiatori.

Quantitative Easing: i benefici per i piccoli risparmiatori

I benefici diretti per i piccoli risparmiatori dovrebbe concretizzarsi essenzialmente nella possibilità di accedere molto più facilmente al credito, di ottenere prestiti e mutui a tassi più favorevoli e di avere maggiori somme da risparmiare oppure da investire. Ma com’è possibile tutto ciò?

La risposta sembra arrivare proprio dal meccanismo del Quantitative Easing: se esso funziona come dovrebbe e se l’economia risponde nel modo previsto, i benefici a catena possono giungere a concretizzarsi e non restano soltanto una chimera.

Le banche nazionali, liberate dal peso dei titoli di Stato acquistati dalla Banca Centrale Europea (grazie alla moneta stampata appositamente nel corso delle operazioni di Quantitative Easing), dovrebbero avere maggiore liquidità a disposizione: ciò dovrebbe comportare dunque che gli istituti di credito sono più propensi a concedere somme di denaro a imprese e piccoli risparmiatori (sotto forma di prestito oppure di mutuo) e a farlo a tassi di interesse nettamente più favorevoli per i clienti.

Maggiore accesso al credito significa anche maggiori possibilità di acquistare beni oppure di investire nella compravendita di una casa. Tutto questo dovrebbe essere in grado di rimettere in moto i consumi e di conseguenza portare maggior guadagno nelle casse delle aziende e stipendi più alti per i lavoratori (che in questo modo avrebbero maggiori somme a disposizione per acquisti, risparmio oppure investimenti).