La Banca centrale europea ha stabilito che il piano di Quantitative Easing andrà avanti fino al mese di dicembre 2017. Una data che non è comunque definitiva: se necessario, è già stato fatto sapere, il piano potrebbe proseguire anche oltre quella data. A partire dal mese di aprile 2017, però, la Bce inizierà gradualmente a far scendere gli acquisti di debito, passando da ottanta miliardi al mese a sessanta. Oltre alla decisione sul prolungamento del Quantitative Easing, la Bce ha inoltre comunicato che i tassi di interesse restano invariati. Una decisione, questa, presa per sostenere la ripresa economica all’interno della zona Euro, come ha precisato il Presidente della Bce, Mario Draghi.

Fra le altre comunicazioni della Banca centrale europea anche quelle che riguardano il tasso sui depositi bancari (che si attesta attorno al meno 0,40 per cento) e il tasso di rifinanziamento marginale, che invece è allo 0,25 per cento.

Secondo Mario Draghi, le decisioni prese in merito al prolungamento e alle modifiche al piano di Quantitative Easing sono state adottate dalla Bce con un’ampia maggioranza. Le opzioni, per la Bce, erano due: proseguire con acquisti da ottanta miliardi di euro al mese, limitandoli a soli sei mesi, oppure allungare tale periodo a nove mesi, portando gli acquisti a sessanta miliardi di euro al mese. E alla fine è stata proprio questa seconda soluzione a prevalere.

Mario Draghi ha quindi comunicato che a partire dal mese di gennaio 2017 la Bce potrà acquistare anche bond con scadenza residua fino ad un minimo di un anno. Anche in questo caso una netta differenza con quanto avvenuto fino a questo momento, in cui era previsto l’acquisto di bond fino ad un minimo di due anni. Nella misura in cui sarà necessario, poi, la Bce potrà acquistare anche titoli di Stato con rendimento inferiore al tasso sui depositi.