Gli italiani investono ma sempre meno soldi e sempre più spesso scelgono soluzioni a basso rischio. Ma se si vanno a contare le ricchezze del Belpaese si scopre che ammontano mediamente a 160 mila euro. Perché?

Non è tanto lo stipendio che si porta a casa, un operaio, un manager o un impiegato a fare la ricchezza di una famiglia, quanto piuttosto le proprietà mobili ed immobili che sommate insieme dimostrano quel che effettivamente è la ricchezza degli italiani.

Quindi, a fronte di una fotografia abbastanza stropicciata di un’Italia che arranca nel risparmiare, il Sole 24 Ore sottolinea che in passato, la passione per il mattone, ha fatto sì che oggi gli italiani non siano proprio così poveri. E poi, c’è la finanza.

Qui il discorso si fa più complesso perché in gioco ci sono circa 400 miliardi di euro, vale a dire obbligazioni bancarie e titoli di stato in scadenza, che i risparmiatori, in qualche modo, vogliono anche far fruttare. Non è fantasia, anche gli operatori bancari confermano questa tendenza. La differenza rispetto al passato è che adesso gli italiani voglio essere più consapevoli dei loro investimenti.

La Banca d’Italia, però parla di una ricchezza media di 160 mila euro per gli italiani, comprensiva di immobili, e attività finanziarie.

Analizzando queste ultime di vede che il 91,5% ha un deposito in banca o alle Poste, il 12,4% possiede delle obbligazioni, l’8,2% dei titoli di Stato, il 5,3% dei buoni postali fruttiferi, il 5,1% delle azioni e delle partecipazioni italiane.