Il premier Enrico Letta ed il vicepremier Angelino Alfano hanno affermato senza se e senza ma che la seconda rata dell’Imu non si pagherà. Visto il passato prossimo e remoto, molti italiani aspettano che alle dichiarazioni seguano gli atti concreti – e tireranno un sospiro di sollievo solo quando il decreto di abolizione verrà definitivamente convertito in legge.
Siamo nel campo delle ipotesi, sia ben chiaro, ma è sempre meglio sapere cosa ci dovremmo aspettare nel caso in cui il peggio arrivasse… La prima cosa da sapere è che il giorno di scadenza per pagare il saldo dell’imposta è il 16 dicembre. La faccenda si fa molto più complicata se ci si fa un’altra domanda: quale sarà l’aliquota che dovremmo pagare? Come hanno denunciato recente i Caf, i comuni hanno tempo per decidere le aliquota dell’imposta fino a alla fine di novembre – e per la loro comunicazione c’è spazio fino al 9 dicembre.
Come denunciano giustamente i Caf “si fissano scadenze senza fare i conti con quella fondamentale per i contribuenti: il 16 dicembre”. Finora hanno fissato le aliquote dell’imposta poco più della metà dei comuni – e comunque anche questi possono modificare le loro scelte entro la fine del mese… Rispetto all’anno passato c’è anche la scomodità di non avere tutte le delibere sul sito del ministero dell’Economia. Sarà necessario reperire le deliberazioni sul sito internet di ogni singolo comune…