L’assegno di maternità si divide in due categorie, quello di base, anche detto assegno di maternità dei Comuni, che è una prestazione assistenziale concessa alle madri disoccupate dai Comuni ed erogato in un’unica soluzione dall’INPS (articolo 74 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 51) e quello per lavori atipici e discontinui, erogato alle madri (o padri) naturali o adottive che lavorano ma si trovano in una situazione di precarietà lavorativa, anche detto assegno di maternità dello Stato, che è una prestazione previdenziale a carico dello Stato, concessa ed erogata direttamente dall’INPS (articolo 75 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151).

I due assegni di maternità non spettano nel caso in cui si sia già usufruito del congedo parentale e non sono cumulabili tra loro, lo sono però con il bonus bebè nuovi nati e con il bonus asilo nido o la baby sitter.

La domanda di accesso al beneficio può essere inviata all’INPS per via telematica rivolgendosi ad un CAF o ad un intermediario, oppure, direttamente se si possiede il PIN dispositivo INPS per utilizzare i servizi telematici dell’Istituto.

Assegno di maternità del Comune

L’assegno di maternità dei Comuni è vincolato a determinati limiti di reddito e la domanda va presentata al Comune di residenza al quale compete la verifica della sussistenza dei requisiti di legge per la concessione delle prestazione (articoli17 e seguenti del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 dicembre 2000), entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’effettivo ingresso in famiglia del minore adottato o in affido preadottivo.

L’importo dell’assegno di maternità comunale viene rivalutato ogni anno, sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Attualmente è di 338,89 euro al mese per cinque mesi nella misura intera (1.694,95 euro totali), che vengono pagati in soluzione unica. L’importo limite dell’ISEE, 2017 è di 16.955,95 euro.

Assegno di maternità dello Stato

L’assegno di maternità dello Stato, è una prestazione previdenziale a carico dello Stato, concessa ed erogata direttamente dall’INPS (articolo 75 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151) a:

  • la madre, anche adottante;
  • il padre, anche adottante;
  • gli affidatari preadottivi;
  • l’adottante non coniugato;
  • il coniuge della madre adottante o dell’affidataria preadottiva;
  • gli affidatari (non preadottivi) nel caso di non riconoscibilità o non riconoscimento da parte di entrambi i genitori.

I requisiti generali richiesti per il diritto all’assegno di maternità di Stato sono la residenza in Italia e la cittadinanza italiana o di uno stato dell’Unione europea. Ai cittadini extracomunitari è richiesto il possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

L’importo dell’assegno è rivalutato ogni anno sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

La domanda deve essere presentata alla sede INPS di competenza, entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’effettivo ingresso del minore in famiglia nel caso di adozione o affidamento, oppure in Italia in caso di adozione internazionale.

L’ISEE da tenere in considerazione per l’anno 2017, deve essere pari o inferiore a 16.954,95 euro.

Fonte: INPS Assegno Comuni e Assegno Stato.