La Coldiretti è stata protagonista di una manifestazione che ha riportato l’attenzione sull’altalena dei titoli a Piazza Affari. Finora sotto la lente d’ingrandimento era finite soltanto le azioni degli istituti di credito e delle assicurazioni. Ma la crisi finanziaria si ripercuote anche su altri ambiti.

Coldiretti ha radunato davanti alla Borsa di Milano, tanti allevatori, provenienti da numerose regioni, tutti con i loro maiali al seguito. Quel che hanno cercato di spiegare con la protesta è  che la speculazione finanziaria ha delle ripercussioni anche sull’economia reale ed in particolare sugli allevamenti che ogni anno fatturano circa 20 miliardi di euro.

Se si continua a speculare sulle materie prime, oro, benzina ma anche mangimi, alimentare gli animali sarà sempre più difficile e molti allevamenti, impossibilitati a sostenere anche spese del 17% più elevate, dovranno chiudere i battenti.

La stima dei costi della crisi per gli allevatori, annuncia la Coldiretti, si aggira attorno ai 300 milioni di euro. E di tutto questo rimbalzo di costi, a farne le spese sono ovviamente i consumatori che in tavola si vedono servite delle braciole che costano anche cinque volte più del prezzo finora stabilito.

In più si fa riferimento al fatto che le spese in aumento costringono i produttori di salumi, a titolo esemplificativo, a servirsi di animali allevati all’estero.