Dopo un inizio di seduta positivo, sulla scia della testimonianza di ieri del presidente della Fed Bernanke di fronte al Senato, i principali indici azionari asiatici hanno virato in negativo nella seconda parte della giornata per i timori che lo scenario economico possa peggiorare nei prossimi mesi, in particolare in Cina. Il ribasso è stato guidato dall’Hang Seng di Hong Kong e dal Kospi Coreano, scesi dell’1,5%, mentre il Nikkei giapponese e lo S&P/Asx200 australiano hanno contenuto le perdite rispettivamente a -0,3% e a -0,4%.

Preoccupa l’outlook cinese

I mercati hanno risentito delle dichiarazioni del premier cinese Wen Jibao secondo cui le prospettive del mercato del lavoro cinese sono molto negative e che un rimbalzo dei prezzi delle case può limitare la capacità del Governo di stimolare la crescita economica nei prossimi mesi. I prezzi delle case sono saliti nell’ultimo mese in 25 delle 70 città monitorate dal Governo, il valore più alto da luglio dello scorso anno. Il rialzo, favorito dal taglio dei tassi, va contro l’obiettivo del Governo di rendere più accessibile l’acquisto di case. Il settore immobiliare ha perso alla borsa di Shanghai oltre il 3%.

In Giappone sono state le società che gestiscono centrali nucleari a registrare delle perdite sostenute, con Hokuriku electric a -21,3% e Kansai Electric Power a -6,3%, dopo che il Governo ha chiesto alle due società di effettuare degli studi geologici sul terreno dove sono costruite le centrali.