Confindustria sembra molto chiara e determinata nella spiegazione delle prospettive del nostro Prodotto Interno Lordo che proseguirà in una flessione che preoccupa lo Stato ma soprattutto fa presagire le difficoltà delle piccole e medie imprese tricolore. 

Ci si aspettava che dopo tanti sacrifici richiesti ai cittadini, finalmente si potesse tirare un sospiro di sollievo, invece, dopo la notizia sull’incremento dell’addizionale Irpef per le regioni che hanno un settore sanitario in crisi, adesso di parla anche di peggioramento delle prospettive.

E’ peggiorato lo scenario globale quindi ci si aspetta che anche in Italia il PIL prosegua la sua corsa sul piano inclinato. Anche nel secondo trimestre del 2012, infatti, gli indici hanno chiuso negativamente e questo ha ridotto le possibilità di rilancio dell’economia nella seconda parte dell’anno.

Il centro studi di Confindustria ha spiegato in una “Congiuntura Flash” che “c’è qualche timido segnale di rallentamento nella flessione a partire dall’estate inoltrata”.

Dunque un panorama “depresso” che comunque vuole lasciare qualche spiraglio agli investitori e agli italiani. Il tutto mentre Squinzi esprime la sua preoccupazione all’indirizzo di Napolitano e mentre l’attività economica della zona Euro sembra compresa.

Se si considera quel che accade a livello occupazionale però, le speranze vengono meno visto che le prospettive si sono sbriciolate.