Se è vero che l’erba del vicino è sempre più verde allora saranno felici i lavoratori italiani quando il governo prenderà spunto dalle battaglie di Hollande per incrementare i salari minimi. Ecco cosa sta facendo il neopresidente francese per la sua nazione. 

Hollande è stato da poco eletto all’Eliseo ma le sue prime dichiarazioni lasceranno sicuramente un segno indelebile. Il problema per Hollande è che adesso deve mantenere gli impegni presi con la popolazione nel periodo della campagna elettorale.

La revisione degli stipendi e non solo. Hollande ha parlato di pensioni e soprattutto di ristrutturazioni aziendali, operazioni che dovrebbero segare circa 90 mila posti di lavoro. Ecco perché si procede con molta cautela.

Il dialogo è sicuramente lo strumento che tutti preferiscono per portare a termine le riforme. A dirlo è anche Ayrault nel primo incontro con le parti sociali.

Sul piatto ci sono 90 mila posti di lavoro che potrebbero svanire nell’operazione di ristrutturazione aziendale francese, ma devono essere valutati anche i pensionamenti a sessant’anni per chi ha iniziato a lavorare giovanissimo e l’aumento del salario minimo fissato per legge.

Il tasso minimo orario, oggi è di 9,22 euro all’ora che equivalgono ad uno stipendio di 1398,37 euro lordi per 35 ore di lavoro settimanali. Uno stipendio che oltre ad essere molto basso, è proprio dei lavoratori più fragili, di quelli che potrebbero ritrovarsi presto con le mani in mano per il fatto di non essere qualificati.