Il progressismo vero, secondo l’Economist, è quello che allo stato attuale né la destra né la sinistra hanno preso in considerazione. Ecco la proposta della rivista inglese che si propone di combattere davvero le disuguaglianze. 

L’Economist, tradotto abilmente dai giornalisti de Il Post, ha spiegato come mai in questo momento storico, le disuguaglianze esistano senza avere un peso nei programmi della politica. In pratica c’è bisogno di una ricetta che, lontana dalle ideologie di destra e di sinistra, sappia favorire la crescita economica riducendo ai minimi termini le diseguaglianze.

Il settimanale in pratica, spiega che il dibattito sulla differenza tra ricchi e poveri, tra persone che vivono bene e persone che vivono male, è iniziato e forse è a buon punto in Occidente, ma nessuno ha ancora trovato una soluzione.

Per esempio in America, durante la campagna elettorale per le presidenziali, si oppongono Mitt Romney che favorisce i ricchi speculando sulla povertà, e Obama che invece si è imbattuto nell’annosa lotta di classe.

In Europa, il dibattito è iniziato ma gli errori sono sempre gli stessi. Il caso più significativo è sicuramente quello della Francia dove Hollande, una volta eletto presidente, ha deciso di tassare al 75 per cento i redditi che superano il milione di euro.

Tassare i ricchi ed aumentare la spesa pubblica è una soluzione “prettamente di sinistra” ma inefficace. Sarebbe invece importante, secondo l’Economist, ripartire dalla guerra ai monopoli e dal rilancio della spesa pubblica per giovani e poveri.