Quando si parla di Facebook il primo argomento che viene in mente è quello della digitalizzazione della vita, della smaterializzazione dei rapporti e del rapporto che le persone hanno sviluppato nei confronti della tecnologia nell’ultimo decennio.

Pochi parlano di economia.Facebook, al contrario, è una macchina per creare profitti. O almeno così sembra, leggendo degli studi che spiegano il successo di questo social network e le opportunità professionali create da Facebook.

La questione è molto semplice. Le aziende non fanno altro che bloccare l’accesso a Facebook per i loro dipendenti che trascorrendo molto tempo sul social network in questione, determinano una flessione nella produttività totale dei loro datori di lavoro.

Ad un’analisi più attenta, che trascura per un attimo la user experience testata da Zuckerberg e capace di creare dipendenza, si nota che Facebook in realtà crea business, tanto che si è arrivati a parlare di Facebook economy.

Le conseguenze economiche dello sviluppo di questo social network sono evidenti soprattutto negli Stati Uniti dove Facebook, in un certo senso, traina l’economia del paese.

Le riviste di settore ne parlano come di un settore dell’industria del divertimento.

Facebook ha creato circa 182mila posti di lavoro.

Robert H. Smith della School of Business dell’Università di Maryland spiega che il colosso di Zuckerberg ha portato nelle case USA circa 15 miliardi di dollari in salari e rendite.