Il secondo paese nel mirino degli osservatori economici, dopo l’Italia, è la Spagna dove il governo Zapatero non ha resistito al rimpasto chiedendo ai cittadini di esprimersi nuovamente alle urne.Adesso però dalla Spagna non arrivano segnali positivi visto che è crollato l’indice della produzione industriale e questo fa pensare che l’economia iberica attraversi un momento di crisi e di recessione abbastanza corposo.

Ecco i dati del “crollo” di cui oggi parlano molti giornali. La produzione industriale spagnola ha ceduta il 4 per cento su base annua. Negli ultimi 21 mesi questo è il risultato peggiore ed indica una flessione importante.

Appena dopo l’estate, a settembre, la discesa era pari all’1,8 per cento ma poi si è andati anche oltre. A comunicarlo è l’istituto di statistica cha ha confrontato i dati anche con il 2010. In pratica l’indice della produzione industriale è aumentato solo a gennaio e febbraio.

Poi è stato piatto a giugno e ad agosto. Da gennaio a settembre del 2011 ha perso lo 0,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010. Vanno male tutti i settori industriali. Cala la produzione dei beni di consumo durevoli, quella dei beni intermedi e anche quella dell’energia.

In Italia il nuovo governo sembra dare la speranza di un miglioramento delle condizioni economiche, la speranza è che anche il governo spagnolo corra al più presto al riparo per evitare una crisi di proporzioni ancora maggiori.