Il problema dell’amministrazione pubblica italiana è la produttività. Questa è la sentenza della corte dei conti nella relazione 2012 sul costo del lavoro pubblico. “In un contesto caratterizzato dalla perdita di competitività del sistema Italia – si evidenzia nel rapporto - preoccupanti segnali riguardano la produttività del settore pubblico”. La produttività, dopo essere cresciuta nel 2010 di oltre il 2%, è tornata lo scorso anno a zero, e nel 2012 è tornata a scendere in linea con le stime dell’andamento del Pil.

Spesa pubblica in linea con la media europea

La corte dei conti ha sottolineato come il livello della spesa pubblica sia allineato alla media europea dell’11,1% del Prodotto interno lordo, pur rimanendo del 3,2% punti superiore alla Germania, dove in dieci anni è calato dello 0,3% mentre da noi è salito dello 0,6%. I tagli al personale operati negli ultimi anni corrono il rischio di peggiorare la qualità dei servizi pubblici, obbligando “a una continua attività di revisione degli assetti organizzativi che impedisce il consolidamento di procedure, competenze e professionalità, con inevitabili, negativi riflessi sulla quantità e qualità dei servizi erogati”.

Per la corte dei conti suscita perplessità l’accordo di maggio fra governo, enti locali e sindacati sulla riforma del lavoro statale nella parte in cui rimette in discussione il percorso già avviato sulla valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni e del merito dei dipendenti. Secondo la corte, il rischio è “quello di una possibile permanenza delle criticità che hanno caratterizzato sinora la contrattazione collettiva nazionale e integrativa, non in grado di rendere effettiva la correlazione fra componenti accessorie della retribuzione e incrementi di produttività del settore pubblico”.