Da tempo il sistema economico internazionale si sta preparando al peggio: cosa succederebbe se un paese del Vecchio Continente fallisse? La mente vola subito alla Grecia. In realtà a preoccupare non è tanto il default di uno stato ma il crollo del sistema creditizio

L’Economist – che offre sempre uno sguardo lucido e completo all’Europa – spiega che la paura più grande degli ultimi mesi è legata alla corsa agli sportelli bancari. Perché?

Da qualche mese i paesi che stanno soffrendo di più per la crisi, quindi Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo ed Italia, hanno dovuto prendere le contromisure necessarie per evitare il tracollo finanziario.

Hanno quindi accumulato un bel po’ di liquidità beneficiando soprattutto dell’offerta di denaro a basso costo della Banca Centrale Europea, ma stentano a trovare delle proposte di crescita e rilancio dell’economia.

Si apre quindi il problema della gestione della crisi e sembra che i governi europei siano spaventati e allo stesso tempo impreparati ad un crollo del sistema bancario.

In un periodo difficile, infatti, i consumatori potrebbero perdere fiducia nel sistema creditizio, ritirare tutti i soldi depositati in banca e nasconderli sotto il materasso, come si faceva una volta, in attesa di tempi migliori.

Questa ipotetica corsa agli sportelli, se generalizzata ed incontrollata, può portare al fallimento dell’istituto di credito. L’unica risposta che possono dare le banche è maggiore fiducia. Come? Attraverso i fondi di garanzia che dovrebbero essere il salvagente dei risparmiatori e degli istituti di credito in caso di corsa agli sportelli.