Il 40% di Poste Italiane Spa dovrebbe finire a breve sul mercato.
È quanto ha preannunciato ieri nel suo intervento a margine del World Economic Forum di Davos il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, in vista del decreto privatizzazioni oggi al varo del consiglio dei Ministri.
Con il tanto atteso decreto, duro banco di prova per il governo Letta, si dovrebbero raccogliere almeno 12 miliardi di euro.
La cessione della quota dovrebbe permettere allo Stato di incassare almeno 4 miliardi di euro.

Il governo Letta mira a quotare in Borsa Poste Italiane Spa entro l’anno.
Secondo quanto dichiarato recentemente dal vice-ministro allo Sviluppo economico, Antonio Catricalà, occorrerebbero 5-6 mesi per definire i dettagli della privatizzazione di Poste Italiane e collocare sul mercato la quota ceduta dallo Stato.
L’esecutivo, allo stesso tempo, sarebbe intenzionato a non cedere il controllo dell’azienda, mantenendo la maggioranza del capitale sociale.
La collocazione delle azioni dovrebbe avvenire attraverso un’Offerta pubblica di vendita (Opv), rivolta per il 50-60% a investitori istituzionali, fino al 5% riservata ai dipendenti e il resto al pubblico retail.
La dirigenza ha più volte fatto sapere che una quota delle azioni sarà riservata ai dipendenti del gruppo sotto forma di azioni gratuite e che nel consiglio di amministrazione di Poste Italiane ci sarà anche un rappresentante dei dipendenti.

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