Come non bastasse il caos intorno allaseconda rata dell’Imu sulla prima casa, torna a destare preoccupazione la copertura dello stop alla prima rata dell’Imu, varato dal governo in concomitanza con lo sblocco dei rimborsi della Pa alle imprese creditrici. Tanto che per la Cgia di Mestre sarebbe fortemente a rischio, con un probabile e ulteriore aumento del carico fiscale sulle spalle di imprese e cittadini per mettere una toppa alla falla. Secondo gli artigiani veneti, ciò avverrà se entro oggi l’Erario non avrà incassato 925 milioni di euro di maggiori entrate Iva versate dalle imprese a seguito dell’impegno della Pubblica amministrazione di pagare 7,2 miliardi di euro di debiti scaduti e altri e 600 milioni di euro dalla sanatoria rivolta ai concessionari dei giochi.

L’allarme lo ha lanciato la Cgia di Mestre: con il decreto che qualche tempo fa ha cancellato la prima rata dell’Imu sull’abitazione principale c’era una “clausola di salvaguardia“: se non arriveranno 900 milioni di maggiore gettito Iva e 600 milioni dalla sanatoria rivolta ai gestori di slot machine, il governo dovrebbe compensare le entrate insufficienti con aumenti degli acconti Ires e Irap in capo alle imprese e delle accise sul gas, l’energia elettrica e le bevande alcoliche.

Il rischio, al di là di quello che dice l’organizzazione veneta, è sicuramente elevato. Dei 7,2 miliardi di euro che il governo aveva stanziato per saldare i debiti della Pubblica Amministrazione, ne sono stati materialmente erogati solo poco più di due, per cui risulta difficile riscuotere l’Iva preventivata entro la fine del mese di novembre. E anche per quanto riguarda la sanatoria, finora sono stati riscossi poco più della metà dei soldi previsti…

Come racconta il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi: “Voglio sperare che ciò non accada, perché  sarebbe una vera e propria beffa. Dopo che per mesi ci hanno assicurato che nel 2013 non avremmo pagato l’Imu sulla prima casa, rischiamo, invece, di pagarla, almeno in parte, sotto altre forme. Questo meccanismo introdotto con la cosiddetta clausola di salvaguardia è paradossale. Se il Governo non raggiunge un determinato obbiettivo di bilancio, scatta automaticamente una nuova forma di gettito che va a coprire la parte mancante“.
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