Barack Obama è alle prese con l’approvazione della manovra economica ma sta trovando l’opposizione ferrea dei repubblicani e di alcuni senatori democratici che non credono nella sua proposta. Per superare l’ostacolo chiede di votare il piano lavoro punto per punto.Una manovra economica dallo spiccato sapore politico quella di Barack Obama che deve far fronte ad un’economia fortemente rallentata, quella statunitense, e ad un’opposizione ferrea, quella dei senatori repubblicani, che potrebbero mettere a rischio la sua candidatura per il secondo mandato.

Che la legge-stimolo non ottenesse il via libera era quasi scontato ma a fare i conti a votazioni effettuate, resta l’amaro in bocca. I 447 miliardi di dollari da distribuire tra sgravi fiscali e nuovi investimenti pubblici, non sono stati sbloccati.

Il piano di rilancio dell’occupazione americana avrebbe dovuto ottenere 50 voti favorevoli ma ha potuto contare soltanto sull’appoggio di 49 senatori. Ad opporsi alla manovra sono stati in 49, di cui 47 sono i rappresentanti repubblicani.

Gli altri due, invece, sono due senatori democratici, Ben Nelson del Nebraska e Jon Tester del Montana, il cui voto contrario era del tutto inaspettato.

Per portare alla luce l’ostruzionismo, allora, Obama ha deciso di dividere la legge in parti da votare singolarmente. Se i repubblicani si opporranno a tutto, il Presidente americano potrà additare il loro ostruzionismo in vista della prossima campagna elettorale.