Mario Monti ha introdotto tra i suoi capisaldi di governo non solo la lotta all’evasione fiscale ma anche la riduzione delle spese. Ecco allora che fa scalpore la decisione di rendere operativo il taglio del ristorante della Camera soltanto dal 2014 in poi.

Il pranzo dei deputati, in totale, costa circa 38 euro ma di questo prezzo, i parlamentari, pagano soltanto 20 euro. I restanti 18 sono integrati dalla cassa della Camera che attinge ad un capitolato del bilancio chiamato per l’appunto “ristorazione”.

Un prezzo decisamente eccessivo, tanto che si è deciso di comune accordo per un “giro di vite” che però inizierà soltanto dal 2014. In quell’anno quindi di dovrebbe operare un passaggio dal servizio di ristorazione vero e proprio ad un sevizio di self service.

I costi dovrebbero essere decisamente più contenuti e quindi gli sprechi dimezzati. Gli economisti stimano risparmi per 2,5 milioni di euro all’anno. Il new deal della mensa parlamentare, infatti, prevede che i deputati paghino interamente il costo del pasto.

L’ufficio della Presidenza anche per il 2012 dovrà approvare un bilancio che prevede 1 milione e 300 mila euro d’incasso dalla ristorazione con una spesa di 4 milioni e 545 mila euro. Per integrare i pasti, dunque, serviranno quest’anno circa 3 milioni e mezzo di euro.