I prezzi dei carburanti sembrano essere destinati a lievitare nei prossimi giorni, almeno stando a quanto riporterebbe avrebbe richiarato Maurizio Micheli, presidente Figisc-Confcommercio. L’aumento medio dovrebbe essere di circa un centesimo al litro e sarebbe dovuto essenzialmente alle quotazioni internazionali del greggio e al tasso di cambio euro/dollaro, tutti presupposti che se non dovessero cambiare nelle prossime ore, dovrebbero comportare proprio un rialzo nei prezzi dei carburanti.

Il rincaro del costo dei carburanti in Italia dovrebbe scattare al massimo entro quattro giorni, stando l’attuale situazione, e le variazioni massime dovrebbero aggirarsi massimo entro un centesimo al litro. L’aumento dovrebbe riguardare sia benzina sia diesel, venduti sia in modalità servito sia in modalità fai da te.

Quest’ennesimo aumento farebbe sì che al 7 marzo 2016 i prezzi dei carburanti in Italia sarebbero maggiori del 22,6 per cento rispetto ai prezzi medi della benzina venduta in Europa e del 21,1 per cento del gasolio. Attualmente, infine, le imposte andrebbero a pesare del 69,86 per cento sul prezzo della benzina e del 67,39 per cento sul prezzo del gasolio. I dati, resi pubblici dalla Commissione Europea, sono stati confrontati da Assopetroli-Assoenergia. L’alto costo dei carburanti in Italia – e la forte incisione delle imposte sui prezzi finali – è da sempre nel mirino di associazioni dei consumatori e consumatori stessi ma almeno per il momento il problema non sembra essere stato ancora affrontato con efficacia dal punto di vista politico.