L’Unione europea lancia l’allarme-disoccupazione per l’Italia. Secondo le previsioni economiche invernali di Bruxelles, infatti, l’ulteriore contrazione del pil del nostro paese (-1%, in calo rispetto al -0,5% previsto in novembre), comporterà conseguenze negative anche dal punto di vista occupazionale. La disoccupazione, insomma, aumenterà di un altro punto percentuale, passando dal 10,6% del 2012 all’11,6% previsto per il 2013.

La ripresa, secondo l’Ue, inizierà soltanto nel 2014, quando il pil tornerà a crescere, seppur lievemente (+ 0,8%), con una conseguente riduzione del tasso di disoccupazione, benché appena dello 0,2%.

Se Atene piange, Sparta non ride. La recessione che interesserà l’eurozona ancora nel 2013 (pil in calo dello 0,3%) avrà ripercussioni pesanti soprattutto in Spagna, con il deficit che toccherà la quota record del 10,2%, contro l’8% previsto in novembre. Crescita pressoché ferma anche in Francia, dove il pil tornerà a salire soltanto nel 2014 e il deficit sforerà l’obiettivo di riduzione del 3%, e in Germania (pil fermo allo 0,5%, contro lo 0,8% previsto in novembre. Anche la disoccupazione tedesca peggiora (5,7%), benché resti ben lontana dal tasso registrato nei paesi dell’Europa meridionale.

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