L’ultima riunione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. E’ questo il teatro di un giallo portato alla luce dal giornale tedesco Die Welt e poi rimbalzato anche sui quotidiani economici italiani.

Nell’ultimo Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea sembra si sia parlato ancora una volta della Grecia e della sua crisi, proprio adesso che in acque torbide galleggia anche la Spagna. Lo stato iberico ha in corso una trattativa con Bruxelles, seguita dal primo ministro Rajoy in persona, la Grecia, invece, sembra essere già stata salvata dalla bancarotta. Come?

A gettare il salvagente ai greci sembra sia stata la Banca Centrale Europea che ha permesso alla Banca di Atene di aumentare i prestiti a breve termine di emergenza. Con questi prestiti le banche greche possono consegnare i titoli di Stato come garanzia ed ottenere altra liquidità per poi acquistare nuovamente titoli di stato.

Il racconto, fatto in questi termini, è di una semplicità estrema e sembra quasi che stiamo descrivendo un circolo vizioso. In realtà siamo all’interno di una pratica economica molto diffusa in Europa che si chiama Emergency Liquidity Assistance. Il sistema Ela – questo è l’acronimo – aveva un limite di 3 miliardi di euro, ma potrebbe presto arrivare a sette miliardi.