Piccoli segnali positivi nei dati di Bankitalia sul mercato bancario a marzo: i prestiti bancari sono ancora in calo – il credit crunch è ancora tra noi – ma di una percentuale minore, visto che si passa dal 3,6% del mese precedente al 3,3%, e rallenta anche il tasso di crescita delle sofferenze.
D’altra parte si notano forti segnali negativi sulla raccolta obbligazionaria – siamo al -10,6% dopo il -9,2% di febbraio – mentre il tasso di crescita dei depositi cresce ma meno del mese precedente – siamo pasati dall’1,8% all’1,6%.

Il dato sulla raccolta obbligazionaria è particolarmente significativo visto che è indispensabile per poter fornire finanziamenti a medio lungo termine. Da rilevare poi che in questi giorni  il Financial Times ha chiesto alle banche italiane delle modifiche nella governance se vogliono convincere gli investitori stranieri a scommettere su di loro. Un messaggio che trova sponda nelle nuove regole volute dalla Banca d’Italia.

Per avere un’inversione dell’onda lunga delle sofferenze, si attende il 2015, quando il Pil dovrebbe salire un po’ di più. Intanto in questi mesi dovrebbero accadere diverse cose: sarà complicato valutare gli effetti dei previsti stress test (per cui le banche italiane hanno già varato 10 miliardi di aumenti di capitale), e c’è anche da valutare quali saranno le mosse della Bce contro i rischi di bassa inflazione e euro forte.


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