Il termine  Startup  ricorre spesso sui giornali o nei blog quando si parla di economia. Pochi tra quelli che ne parlano – o scrivono – si ricordano di spiegare ai neofiti dell’argomento che con questa parola si intende un’impresa che si trova nella fase iniziale della sua attività – in particolare in settore innovativi come i prestiti online. E con il passare del tempo il termine è stato utilizzato anche per indicare un’impresa appena creata o che si era appena quotata.

La sua definizione ci serve per capire che questo genere di attività normalmente trova difficoltà a ricevere finanziamenti dagli istituti di credito – che ovviamente preferiscono investire il loro denaro e quello dei loro clienti in imprese più consolidate e quindi meno rischiose. Dal 2012, però, qualcosa nel finanziamento delle Startup è cambiato. Grazie al decreto Crescita 2.0, varato durante il Governo Monti, le banche hanno potuto iniziare a finanziare questo genere di imprese grazie alla copertura statale.

C’è voluto un po’ prima che le novità fossero recepite dagli istituti di credito, perché la prima operazione legata al decreto è arrivata solo nel settembre del 2013, e poi il fenomeno è esploso solo nel corso di quest’anno: dei 246 prestiti erogati, 218 sono stati portati a termine nel 2014. E solo nel giugno scorso gli importi erogati hanno raggiunto i 55 milioni di euro – una cifra che corrisponde al 50% delle somme erogate in questa forma. Complessivamente sono state finanziate 197 Startup, che hanno ricevuto in media 420.000 euro – visto che ci sono state complessivamente 246 operazioni, alcune realtà dovrebbero aver ricevuto più di un prestito.

Il finanziamento delle Startup è un fenomeno in forte crescita, vista anche la crescente fiducia in questo genere di attività, ma ancora con delle lacune. L’apertura di credito per ora non riguarda ancora le attività più piccole e comunque che non possono fornire garanzie sufficienti. Almeno questo è il parere del Segretario Generale di Italia Startup, Federico Barilli. Da una parte ha espresso una grande soddisfazione per quanto successo in questi anni, ma d’altra parte mostra gli entusiasmi partendo da un semplice dato: se un’operazione di finanziamento è in media di 428 milioni di euro, vuol dire che questi fondi hanno riguardato solo entità già consolidate.

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