La pressione fiscale è una delle piaghe del nostro paese. Secondo una ricerca dell’Ufficio Studi della Confcommercio, l’Italia è il paese in cui si paga la percentuale più alta di tasse. Ecco un resoconto triste e al tempo stesso interessante.

Gli italiani che si lamentano dell’enorme quantità di tasse che pagano sono da comprendere perché hanno ragione. Nel nostro paese, il 55% del reddito è consegnato mensilmente nelle mani dell’erario. Un record, questo, che nessun’altra nazione c’invidia.

A seguire, dopo l’Italia, ci sono la Danimarca dove la pressione fiscale è al 48,6%, la Francia con una pressione fiscale al 48,2% e infine la Svezia dove è ferma al 48%.

Secondo quanto riportato da Confcommercio, questi paesi che “inseguono” l’Italia dovrebbero aumentare di 6-7 punti percentuali la loro pressione fiscale. Ma ci sono anche paesi come l’Australia e il Messico, dove, per raggiungere l’Italia è necessario addirittura aumentare le tasse di 20 punti percentuali.

Tanto per avere un’idea di quel succede in Italia, è sufficiente dire che per ogni euro che l’italiano guadagna e si mette in tasca, alla scadenza dell’anno fiscale deve riconsegnarne all’Erario ben 55 centesimi.

In un sistema di questo tipo è chiaro che cresce il peso del lavoro nero, settore in cui si rifugiano molti italiani. Il lavoro nero, oggi, genera il 17,5% del Pil totale del Belpaese.