Il ministero del Tesoro con una nota ci dice che la Legge di Stabilità ridurrà per l’anno venturo la “pressione fiscale di un decimo di punto percentuale (da 44,3 a 44,2% del Pil) segnando una inversione di tendenza”. Ovviamente pure i tecnici del ministero sanno che un abbassamento dello 0,1% rappresenta quasi una presa in giro per cui si affrettano a precisare che “la diminuzione della pressione fiscale sarà più marcata negli anni successivi (43,7% nel 2016, che potrebbe diminuire ulteriormente grazie alla revisione della spesa recentemente avviata)”.

In soldoni la riduzione della pressione fiscale indicata dal ministero per il 2014 corrisponde a “circa 1 miliardo” di euro di minori imposte. Con ogni probabilità, la nota pubblicata oggi rappresenta una risposta alla Cgia di Mestre che in  una nota apparsa ieri indicava che nell’anno venturo pagheremo 1,1 miliardi di euro di tasse in più.

Chi ha ragione? Se si legge fino in fondo la nota pubblicata dall’organizzazione veneta si capisce i termini della questione. Secondo Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, il calcolo da loro fatto comprende quella che potrebbe essere la libertà d’azione lasciata ai sindaci dalla famigerata Trise“. E contemporaneamente i tecnici del Tesoro non terrebbero nella dovuta considerazione l’incremento di gettito per le misure che riguardano gli intermediari finanziari e la rivalutazione delle partecipazioni dei beni delle imprese.

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