La denuncia è della Confesercenti: in quello che era una volta il Belpaese si lavora la bellezza di 162 giorni solo per il fisco. Dal dossier dell’associazione di imprese, il Tax freedom day – ovvero il giorno da cui smettiamo di lavorare per pagare tasse e iniziamo a guadagnare per noi – è il 12 giugno. Una ventina di anni fa scoccava nel mese di maggio…

Questi dati sono il risultato del record italiano di pressione fiscale: nel 2012 era pari al  44% – e nel 2013 dovremmo arrivare al 44,4%. Un record che secondo  Confesercenti dovremmo mantenere fino al 2017. Il total tax rate, ovvero la somma delle imposte su lavoro, consumi e redditi d’impresa, ci pone alla poco invidiabile percentuale del 68,3%, quasi il doppio di Spagna e Regno Unito e molto oltre la Germania – con il suo 46,8%.

L’Italia si fa notare pure per il numero di ore che i contribuenti devono dedicare agli obblighi fiscali. 269 ore, due volte e mezzo quelle quelle del Regno Unito, il doppio dei Paesi nordici e della Francia, e il 33% in più rispetto alla Germania. Non è un caso, visto che secondo l’Ocse, che ha un valore di efficienza dello 0,4. Un quarto del valore di paesi come la Germania e il Regno Unito…

L’unica soluzione è quella di eliminare la spesa pubblica frutto di sprechi e l’eliminazione dei doppioni. Ma non illudetevi che si possa cambiare nel giro di un paio di anni. E per questo l’essere in Europa ci aiuta…

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