Italia al sesto posto nella classifica Eurispes (dati Ocse) degli Stati in cui tasse e contributi prosciugano di più gli stipendi. In vetta il Belgio, dove le imposte arrivano a pesare fino al 56%.
L’Italia non è nuova a questi primati, ma la situazione continua a peggiorare.
Il 47,6% della busta paga dei lavoratori è assorbito ormai dal cosiddetto ‘cuneo fiscale’, l’insieme delle tasse e dei tributi che aggrediscono il reddito imponibile, che tra il 2007 e il 2012 è aumentato dell’1,1%, contro una media dei Paesi Ocse pari al 35,6%, dodici punti percentuali in meno.
E nei cinque anni di analisi, evidenzia il rapporto dell’istituto di ricerca, c’è stato anche chi, come Svizzera e Paesi Bassi, inoltre, è riuscito a ridurre il peso del Fisco, rispettivamente dell’8% e del 6,4%.

Nel confronto tra Paesi, sottolinea l’Eurispes, occorre comunque tener conto che “l’incidenza delle imposte sul reddito non è uniforme”.
Osservando infatti la parte del costo del lavoro che va all’interno dei contributi previdenziali, spiega l‘analisi, emerge che il suo valore è nullo in realtà come Australia e Nuova Zelanda, mentre in Francia arriva al 30,6%.
Per un confronto più puntuale, l’istituto evidenzia dunque le differenze internazionali dei sistemi previdenziali, rilevando come negli ultimi anni, per far fronte al problema delle pensioni derivante dall’invecchiamento demografico e dal patto intra-generazionale, molti Stati, non solo l’Italia, hanno introdotto il sistema contributivo ed innalzata l’età pensionabile.