Se per legge non si possono razionalizzare i contratti di lavoro, probabilmente, attraverso dei disincentivi alla precarizzazione dei lavoratori, di può ottenere comunque un buon risultato. Ecco cosa si pensa di fare nel mercato del lavoro.

Mario Monti ha spiegato che la riforma del mercato del lavoro deve essere conclusa a stretto giro. Per questo Elsa Fornero ha dato inizio ad una serie d’incontri serrati con i rappresentanti delle parti sociali. Si è un po’ messo da parte il dibattito sull’articolo 18 per tornare a parlare di flessibilità.

L’ultima notizia in merito riguarda il cosiddetto premio di stabilizzazione, un incentivo economico per le aziende che assumo personale oggi precario, con contratti a tempo indeterminato.

Nello stesso insieme di riforme ci dovrebbe essere una consacrazione dell’apprendistato come strumento cardine per l’ingresso dei giovani nel mercato professionale. Partite Iva e contratti a progetto che rimangono comunque strumenti privilegiati da parte delle aziende che vogliono risparmiare sul costo dei lavoratori, saranno disincentivati anche sul versante normativo.

Urge poi una sistematizzazione del sistema dei voucher, i famosi buoni lavoro promossi anche dall’Inps. Questi strumenti dovrebbero tornare alla loro funzione originaria, collegarsi al valore orario ed essere usati come strumento di pagamento per il lavoro occasionale.

I voucher, cioè dovrebbero tornare ad essere appannaggio di pensionati e studenti nell’agricoltura o negli impieghi estivi di breve durata.