Nel nostro paese il posto fisso, in questo momento, può essere considerato un miraggio. Basta guardare l’ultima relazione definita da Bankitalia che oltre a prendere in esame le buste paga, ha cercato di capire chi è assunto a tempo indeterminato.

Bankitalia, nell’ultima relazione disponibile, ha preso in esame le retribuzioni dei lavoratori spiegando che, a fronte di un piccolo aumento in busta paga, c’è stata una consistente riduzione del salario in termini reali, anche per effetto dell’inflazione.

In pratica, dal 2000 al 2010 l’aumento delle retribuzioni medie reali nette è stato di 29 euro (da 1410 a 1439 euro) ma negli ultimi quattro anni la riduzione in termini reali del salario è stata di 50 euro. Su questa situazione ha pesato il blocco degli stipendi degli statali che però, nel nostro paese, hanno ancora la tredicesima mensilità.

A parte questa contingenza legata al momento economico che sta vivendo il nostro paese, non si vede all’orizzonte la possibilità di ottenere “un posto fisso”. Le statistiche parlano chiaro: circa due assunzioni su dieci sono a tempo indeterminato.

Nel terzo trimestre di quest’anno che si concluderà a settembre, le assunzioni a tempo indeterminato saranno solo il 19,8% su un totale di 159 mila posti di lavoro. La statistica è stata elaborata dal Ministero del Lavoro e da Unioncamere.