L’esecutivo si è impegnato a prorogare i contratti precari della Pubblica amministrazione fino al 31 luglio 2013. L’impegno del governo è stato formalizzato dal ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, al termine dell’incontro di ieri con i sindacati, anche se lo strumento giuridico non è stato ancora deciso. Entro la fine di luglio, inoltre, si dovrà mettere in piedi un accordo quadro sull’Aran per definire i criteri per regolare le assunzioni. E mentre la Cgil plaude all’uscita del ministro, senza nascondere le proprie perplessità sugli strumenti normativi che potrebbero essere adottati, per il patronato Inca-Cgil si è di fronte all’ennesima soluzione tampone dell’esecutivo Monti, che rischia di lasciare al prossimo governo un Paese di precari e scoraggiati.

La proroga e lo scenario. “Confermo che dopo l’informativa al Consiglio dei ministri c’è l’impegno del governo a portare a soluzione nei termini possibili il cosiddetto tema del precariato della Pubblica amministrazione”, ha riferito il ministro lasciando il tavolo delle trattative con i sindacati. “Ci sarà una soluzione a regime articolata in due punti: nei concorsi pubblici valutare l’esperienza maturata e un accordo quadro in sede Aran per definire la possibilità di avere contratti a termine al di là di 36 mesi”. Le proroghe, ovviamente, ha ricordato Patroni Griffi, saranno applicate fino al 31 luglio sulla base dei “vincoli finanziari”. Per Morena Piccinini, presidente del patronato Inca-Cgil, “il governo continua ad escogitare soluzioni tampone”. “Ancora sette mesi e dopo? In un mondo senza tutele e senza ammortizzatori sociali come quello in cui sono costretti i precari l’unica risposta dei tecnici di Monti è stata la mini Aspi, un provvedimento inadeguato che rischia di lasciare senza garanzie migliaia di persone. Un bluff che peggiora le prestazioni e le coperture contributive”. Diventa così comprensibile, per la Piccinini, “perché più di un milione e mezzo di persone abbia perso completamente la fiducia smettendo di cercare lavoro. È una situazione drammatica alla quale il governo deve dare risposte concrete se non vuole consegnare al prossimo esecutivo lo scenario di un Paese di scoraggiati, tutto macerie e niente futuro”.

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