La Banca Mondiale, che in questo periodo è citata da numerosi fonti giornalistiche perché alla ricerca di un nuovo presidente, ha diramato le notizie relative ai livelli di povertà nei paesi in via di sviluppo, svelando al mondo che qualcosa è cambiato in meglio. 

Nonostante la crisi economica sia considerata “globale” ci sono stati dei paesi, soprattutto afferenti alle aree in via di sviluppo che hanno saputo incrementare il loro Pil portando fuori dalla soglia di povertà un gran numero di persone.

Ecco allora che per la Banca Mondiale, sul tema povertà, si può dire che ci siano delle buone notizie.

Sono state pubblicate il 29 febbraio le stime sulla povertà nei paesi in via di sviluppo, con particolare riferimento al periodo che va dal 2005 al 2008. Sono considerati poveri in questa analisi, tutti i cittadini del mondo che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno. Chiaramente ci sono state delle correzioni in base al potere d’acquisto per rendere i dati del periodo confrontabili da un anno all’altro.

Si è visto che la diminuzione dei poveri è dovuta soprattutto alla crescita dell’economia cinese. Sono uscite dalla soglia di povertà circa 660 mila persone dagli anni Ottanta ad oggi. Molto importante anche “l’esplosione” del continente africano, dove nel 2008, per la prima volta, più della metà degli abitanti era fuori dalla soglia di povertà.