La stabilità premia di più i giovani lavoratori stranieri rispetto ai loro coetanei italiani. Una ricerca condotta dalla Fondazione Leone Moressa sullo stato del mercato del lavoro per i giovani tra i 18 ed i 30 anni ha prodotto risultati sorprendenti: su 100 stranieri occupati, appena 26 hanno un contratto di lavoro atipico, cioè a tempo determinato o di collaborazione, mentre per gli italiani la quota sale a 33. Il contratto a tempo indeterminato è più frequente tra i lavoratori stranieri dal momento che il 64% di essi dimostra di avere il posto fisso, dieci punti in meno rispetto agli italiani (53,3%).

Differenze tra italiani e stranieri

Gli stranieri sono mediamente pagati di meno (anche se la differenza non è altissima: 939 euro netti contro i 1.009 degli italiani) e, soddisfano prevalentemente una domanda di lavoro dal basso profilo che continua a essere espressa dal sistema produttivo. Ad esempio, oltre l’80% dei giovani non italiani si presta a lavorare come operaio, percentuale che si dimezza invece per i ragazzi italiani. Inoltre la ricerca sottolinea che circa la metà degli occupati stranieri ha lavorato almeno una volta tra notte, sera, sabato o domenica. A spingere verso questa maggiore flessibilità è la motivazione: per gli stranieri, infatti, lavoro significa soprattutto permesso di soggiorno.

Nel territorio nazionale spiccano caratteristiche occupazionali diverse, a causa principalmente della crisi in atto: in molte delle regioni del Nord e in alcune del Centro infatti si evidenziano livelli di disoccupazione più elevati tra i giovani stranieri che tra i giovani italiani. In Veneto, ad esempio, se per i giovani italiani under 30 il tasso di disoccupazione si attesta al 10,7% per gli stranieri è al 19,9% e nelle Marche è al 12,9% per gli italiani e al 22,2% per gli stranieri. Opposta, invece, la situazione nel sud: in Campania hanno un lavoro il 45,6% dei ragazzi stranieri contro il 18,6% dei coetanei italiani mentre in Sicilia lavorano il 21% degli under 30 italiani, mentre gli stranieri sono il doppio. Eccezionale la situazione in Basilicata dove solo il 9% degli stranieri non ha un lavoro, a differenza del 29,9% degli italiani.