La ricapitalizzazione da 300 milioni varata dal Cda all’unanimità. Il via libera intanto all’ingresso di Poste Spa con 75 milioni, operazione che ha scatenato diversi malcontenti (come i commenti individuati su Twitter da Roberto Speranza). Lunedì la decisione definitiva arriverà dall’assemblea dei soci.

Intanto si è fatta già sentire Air France-Klm, la compagnia franco-olandese ha fatto sapere che: “Votato per l’emergenza, ma non c’è alcuna decisione su sottoscrizione o meno. Decideremo lunedì”, una dichiarazione che mette qualche dubbio sul buon esito dell’accordo, perchè vogliono soddisfatte le condizioni “stringenti ed importanti” per realizzare il suo investimento. La partecipazione alla ricapitalizzazione infatti non è ai fini di solo un salvataggio, ma è condizionata alla presenza di un piano industriale serio. “Ci saranno trenta giorni di tempo per sottoscrivere l’aumento ed Air France-Klm avrà quindi il tempo di capire, verificare le condizioni e negozioane” , così fonti giornalistiche precisano l’opinione del gruppo straniero.

Antonio Orsero, consigliere e socio Alitalia, ha però dichiarato che Air France ha approvato l’aumento di capitale senza “nessuna condizione”: “Poi vedremo in assemblea io scommetto che diranno sì. Si va avanti tutti insieme”.

La quota del piano per stabilizzzare Alitalia è di 500 milioni. Secondo i piani del board, altri 200 milioni dovrebbero arrivare da un’apertura di credito con le banche.

A commentare l’aumento di capitale l’ad dell’Eni, Paolo Scaroni: “Apprendiamo con soddisfazione che il Cda di Alitalia ha approvato un piano finanziario che permetterà la continuità aziendale. Alitalia torna a essere per noi un importante cliente”. Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt Cgil, invece come “dopo i passaggi in cda e in assemblea non sarà possibile perdere nemmeno un minuto”. Serve subito un nuovo piano industriale, dice Rossi.

Resta calda la polemica, politica e non solo, all’intervento di Poste Italiane, che dovrà assicurare 75 milioni dell’aumento di capitale della compagnia aerea italiana, mentre Intesa Sanpaolo e Unicredit dovranno garantire la sottoscrizione di massimi 100 milioni. Protagonisti dello scontro il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, in giornata una serie di suoi tweet e dichiarazioni sull’operazione hanno scatenato altre polemiche, e il presidente di confidustria Giorgio Squinzi. Il presidente di Confindustria è rimasto “perplesso” sull’intervento del socio pubblico. Il ministro gli ha subito replicato che: “Non si tratta di aiuto di stato”.

L’ad di Poste, Sarmi ha fatto sapere che: “l’nvestimento non sarà fatto con risorse dei nostri correntisti”. Passera dà la colpa della situazione alla recessione, e De Benedetti: “Parole sconvolgenti, bruciati 5 miliardi sull’altare delle ambizioni personali”