E’ tutta questione di spread: mentre la Grecia sembra essere sulla via del salvataggio grazie ad una scelta “volontaria” degli investitori, sembra che l’Europa inizia a valutare anche la possibile insolvenza del Portogallo.La Grecia condiziona le prime pagine dei quotidiani economici di tutto il mondo. Qualche ora fa è arrivata la decisione “storica” degli investitori privati di aderire allo swap greco. Che vuol dire? Che chi ha investito nei titoli di stato greci, adesso, è disposto a rinunciare al 53,5 per cento del valore nominale dei titoli e al 75% del valore di mercato.

In pratica sta succedendo qualcosa che nemmeno l’Argentina nel periodo di maggiore crisi del 2003 avrebbe potuto immaginare. Eppure l’attenzione che si rivolge alla Grecia dovrebbe andare di pari passo con una considerazione attenta di quel che sta succedendo in Portogallo.

Quanta paura ha fatto all’Italia lo spread oscillante intorno ai 500 punti base? Ecco, in Portogallo il differenziale tra i titoli a 10 anni nazionali e i corrispettivi tedeschi, si è confermato sui 1200 punti base. Il che vuol dire che il Portogallo paga il 14% d’interesse sui titoli a 10 anni.

Se poi si guardano i titoli a più breve scadenza, quelli a 5 anni, si scopre che lo spread è a 1590 punti con rendimenti che sfiorano i 17 punti percentuali.