Il 2014 sembra essere stato un anno davvero poco positivo per il Sud Italia, dove il Pil in calo è stato seguito anche da una netta diminuzione della popolazione. I dati sono stati resi noti da Svimez, l’associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno, che avrebbe sottolineato come gli investimenti fissi lordi, nell’anno 2014, abbiano segnato una caduta maggiore al Sud rispetto alla fascia Centro-Nord (al Sud -4 per cento, al Centro-Nord meno 3,1 per cento).

Un dato che diventa ancor più preoccupante se si pensa che nell’arco temporale compreso tra il 2008 e il 2014 gli investimenti fissi lordi al Sud Italia sono crollati del ben 38 per cento, contro il 27 per cento del Centro-Nord. Seguendo il trend negativo, il Pil in calo ha fatto registrare un ribasso dell’1,3 per cento (comunque inferiore a quello dell’anno precedente, del meno 2,7 per cento).

Secondo Svimez, che ha presentato i dati alla Camera dei deputati, la situazione al Sud Italia resta piuttosto critica. Il Pil in calo ha fatto registrare segno meno per il settimo anno consecutivo, la Regione Calabria ha confermato il fatto di essere la più povera (segnando il Pil pro capite più basso, mentre quello più alto appartiene al Trentino Alto Adige).

Oltre al pil in calo, a ridursi drasticamente al Sud è anche la popolazione: nel 2014 la popolazione del Meridione è diminuita di altre ventimila unità, a causa sia della migrazione al Centro-Nord oppure all’estero ma anche per il drastico calo delle nascite. Tra il 2001 e il 2014 sono emigrati dal Sud verso il Centro-Nord oltre 1,67 milioni di persone, a fronte di un rientro di 923 mila unità: il Mezzogiorno ha quindi perso nettamente 744mila unità. Il 70 per cento, 526 mila, sono giovani, di cui poco meno del 40 per cento (205 mila) laureati.