Non tutta l’area archeologica partenopea è all’asta, ma si sta pensando al passaggio a proprietà privata, per una necropoli pompeiana ritrovata in un’area di proprietà della Sig. Antonietta Nunziata.

La scoperta della necropoli a Pompei risale a 12 anni fa, quando la sovraintendenza diede il via ad una serie di scavi, che portarono alla luce i resti delle due tombe monumentali, emerse durante gli scavi. Ma in oltre un decennio, la Sovraintendenza non ha mai completato formalmente le procedure di esproprio. E il Tar, dopo la richiesta della ottantaduenne proprietaria, ha restituito l’11 Luglio l’area alla Nunziata. La quale, Visti gli enormi costi necessari per il completamento dei lavori di scavo, e ovviamente le successive spese di mantenimento dell’area archeologica, ha deciso di cedere l’area tramite un’asta, e ha già contattato Sotheby’s e un’altra casa d’asta internazionale, per la messa in vendita del terreno.

La zona fa parte del giardino della villa nobiliare di proprietà della donna, un agrumeto di oltre 1.490 metri quadrati.

Una scelta questa, che garantirebbe comunque la supervisione della Sovraintendenza, in quanto sarà comunque presente la supervisione dell’Ente, e la buona manutenzione dell’area, oggi a rischio crollo a causa dell’incuria dello Stato Italiano. Un segnale forte quello lanciato da questa iniziativa, se l’area dovesse passare in mani private, italiane e non. In quanto sarebbe il primo vero segnale di cessione della vera ricchezza italiana da parte dello stato: l’arte, ovvero il “petrolio” italiano.