In Italia sono almeno quattro milioni le polizze vita dormienti, ossia quelle polizze vita che sono scadute (i dati fanno riferimento agli ultimi cinque anni) e di cui non è stata richiesta la liquidazione da chi ne avrebbe diritto a farlo. Spesso tali polizze vita restano dormienti perché i legittimi titolari non sanno di poterne richiedere la liquidazione: è il caso, ad esempio, di chi eredita da un defunto.

I dati sullo stato delle polizze vita dormienti sono stati forniti dall’Ivass, ossia l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni. Il motivo per cui spesso tali polizze non vengono liquidate starebbe in un iter burocratico che non consentirebbe alle compagnie di sapere se il titolare è ancora in vita o meno. Da qui la necessità, come richiede l’Ivass, di strutturare un intervento legislativo che possa consentire alle assicurazioni l’accesso all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, in modo tale che questi dati possano essere facilmente consultabili e quindi dare eventualmente il via alla liquidazione delle somme.

L’importo totale dei quattro milioni di polizze vita non liquidate è sconosciuto ma si ipotizza che possa aggirarsi attorno ad una cifra di circa quattro miliardi di euro. Tra l’altro, dopo dieci anni dalla data in cui matura il diritto di ottenere le somme, quest’ultimo cade in prescrizione e le relative somme vengono destinate al Fondo Rapporti Dormienti istituito presso la Consap.